Maciano

Maciano

MACIANO (Alt. m. 440) Anticamente nel territorio di questa industriosa frazione c'erano due villaggi. Franato il caseggiato del primo detto "Sorbo", gli abitanti si concentrarono nel sovrastante ed attiguo "Maciano" (inizialmente Marzano, Matiano ed infine Maciano) che, cresciuto di importanza, si eresse a comune.
Nel 1361 si unì a Pennabilli dal cui comune, da allora, dipende. Una torre cilindrica del XIV secolo, priva di copertura e lesionata, svetta sul "Castello": fiera, unica superstite del baluardo difensivo dell'antica Maciano.
Nel XIV secolo la borgata conobbe un certo splendore quando vi risiedette Benedetto, vescovo del Montefeltro. Alla periferia di Maciano, lungo la strada che porta a valle, si adagia, sul verde dei prati, la Chiesa di Santa Maria dell'oliva con il Convento dei Frati Minori, ora abbandonato. Le costruzioni, risalgono alla prima metà del XVI secolo, e furono erette grazie alla munificienza dei Conti Oliva di Antico e con la prestazione d'opera dei macianesi. Nel chiostro del convento "Joannes Bistollius Pennensis" dipinse dal 1656 al 1659 un ciclo di affreschi riproducenti la vita di S. Francesco. Gli affreschi e il convento sono in uno stato di conservazione assai precario. All'interno della chiesa interessanti opere lignee e la Cappella degli Oliva. Non molto distante dall'abitato, lungo la strada per Soanne, l'oratorio dei Marinelli, una chiesetta solitaria ed immersa nel verde. Sulla parete, sopra l'altare, un quattrocentesco affresco di una dolcissima Madonna del latte attribuita al M. di S. Arduino.